Il Malawi di Vittorio Peruzzi

 

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Domande e risposte

 

MITI E SCIOCCHEZZE

 

Sulle tecnologie e gestione degli acquari si sentono e si leggono da più parti enormi sciocchezze tramandate senza verifiche e tramite l’uso acritico e perverso del copia-incolla anche di letteratura scientifica, senza capirne il senso, il contesto e le finalità, ma calandole nel microcosmo chiuso di una vaschetta da acquario.

Vediamo alcune delle assurdità accreditate sulla soluzione delle problematiche più comuni agli acquariofili.

 

 

Cambi frequenti di limitate quantità d'acqua per eliminare l'accumulo delle sostanze nocive

 

Questo è uno dei modus operandi consigliato da tutti gli auto-referenziati esperti e cultori, che citano esperienze personali, senza poi trovare risposta ragionevole a chi lamenta, ad esempio, che, nonostante i ricambi settimanali del 10-20% dell’acqua, o con il mitico ricambio goccia a goccia (di cui molti parlano e per fortuna nessuno fa), i nitrati si mantengono costanti o aumentano.

I cambi frequenti dell'acqua  equivalgono a considerare una vasca da acquario, seppur  di buone dimensioni e dotata di un efficiente filtro biologico, alla stregua di una boccia di pesci rossi a cui cambiare frequentemente l'acqua (tanto varrebbe eliminare il filtraggio dagli acquari).

 

Cominciamo con il riportare una tabella delle rilevazioni medie ufficiali 2004 della qualità dell’acqua dell’acquedotto pubblico in alcune realtà significative.

 

    Durezza GH   Nitrati NO3   PH
             
Milano     30°   26,5 mg/l   8
             
Roma     18°   3,8 mg/l   7,5
             
Napoli     21°   12,1 mg/l   7,2
             
Limiti D.Lgs.31/01   28°   50 mg/l   9,5

 

Come potete vedere, i nitrati sono presenti, anche in abbondanza: se tenete conto che si tratta della media delle rilevazioni, e che l'acqua del rubinetto è spesso di qualità ancora peggiore per contaminazioni che avvengono nella rete di distribuzione dell'edificio, spesso il contenuto dei nitrati dell'acqua con cui riempite l'acquario ed effettuate i rabbocchi è molto elevato (a Milano può raggiungere facilmente il limite di legge dei 50 mg/l). E' quindi evidente che, se i nitrati presenti nell'acqua dell'acquario sono inferiori o equivalenti a quelli presenti nell'acqua che utilizzate per i rabbocchi, i ricambi non eliminano i nitrati dall'acqua dell'acquario, ma, anzi, possono aumentarli (oltre a immettere nuovamente sostanze come fluoruri, cloruri e metalli che nel frattempo in acquario sono precipitate o evaporate).

Ovviamente è differente nel caso che, prima della sua immissione in acquario, l'acqua sia trattata con un impianto a osmosi inversa che abbatte i composti azotati e altre sostanze dannose.

Misurate con la medesima metodologia i nitrati dell'acqua del rubinetto e quelli dell'acquario per rendervi conto di quanto descritto e della vostra situazione specifica.

 

Quindi: i frequenti ricambi d'acqua non sono un elemento determinante il buon funzionamento di un acquario, ma anzi causano un disturbo frequente ai pesci e reintroducono sostanze nocive presenti nell'acqua dell'acquedotto che nel frattempo in acquario erano evaporate o precipitate. Un filtro biologico funzionante in un acquario di dimensioni adeguate, con un buon scambio gassoso superficiale e senza continui interventi, abbatte i nitriti e mantiene costanti i nitrati nell'acquario liberando azoto gassoso. Un ricambio del 30-40% dell'acqua ogni 2-3 mesi è il mio modus operandi che consiglio. Naturalmente, diverso è il caso di situazioni di degrado improvviso della qualità dell'acqua che necessitano di un immediato e totale ricambio: le cause più comuni sono la somministrazione istantanea di una elevata quantità di mangime o un filtraggio inadeguato che provocano un aumento considerevole dei nitrati con il conseguente enorme sviluppo di batteri che consumano l'ossigeno disciolto nell'acqua. Ma di questo ci si accorge, purtroppo, anche senza l'ausilio di misurazioni e strumentazioni: pesci che boccheggiano in superficie (e poi muoiono), acqua nebbiosa e lattiginosa.

 

Alla pagina del sito Tecniche dell'acquario trovate la trattazione dei processi di nitrificazione e denitrificazione in acquario, le fasi di maturazione di un filtro biologico e alcuni consigli generali.

 

 

Pompe aggiuntive a quella del filtro per la movimentazione dell'acqua nella vasca

 

Si legge spesso che molti introducono delle pompe all'interno della vasca per migliorare la movimentazione dell'acqua e eliminari i cosidetti "angoli morti".

Un filtro dotato di una pompa correttamente dimensionata per il volume dell'acquario, diciamo orientativamente, se proprio vogliamo indicare un numero, una pompa da 1000 litri/ora per una vasca da 250 litri, che quindi ogni ora tutta l'acqua viene trattata 4 volte: è assurdo pensare che in quella vasca vi siano "angoli morti" (osservate il cibo introdotto e vedrete che in qualsiasi zona cada si movimenterà). Inoltre, troppa turbolenza nell'acqua crea condizioni più difficili per l'accoppiamento e la cura degli avannotti.

 

 

Sarebbe meglio utilizzare acqua trattata con impianti a osmosi

 

Trattare l'acqua con impianti a osmosi inversa a membrana è un procedimento costoso (oltre che fastidioso in termini di organizzazione e tempo).

La necessità di trattare l'acqua dell'acquedotto pubblico può essere determinata o da problemi di particolare inquinamento della stessa (teoricamente impossibile, se non in casi di emergenza per guasti all'acquedotto, in quanto la qualità è garantita per legge con il rispetto di precisi parametri) o per necessità di avere un'acqua con caratteristiche di maggiore acidità di quella dell'acquedotto per esigenze particolari, che, nel caso acquariologico, hanno senso solo per la riproduzione dei Discus.

L'utilizzo in acquariologia di impianti casalinghi a osmosi è inutile, oltre che dispendioso, in quanto l'acqua degli acquedotti pubblici, anche al limite dei parametri di legge, è adatta, oltre che per noi e gli altri animali casalinghi, ai pesci d'acquario.

Consiglio di non gettare quattrini in impianti a osmosi e di utilizzare l'acqua dell'acquedotto pubblico senza aggiunta di prodotti condizionatori o altro (può essere addirittura controproducente in quanto i pesci che acquistiamo sono stati allevati con tale acqua, non certo trattata con dispendiosi impianti a osmosi o additivata con costosi prodotti chimici).

 

 

 

Pesci pulitori

 

Gli orribili pesciacci denominati pulitori non servono ad alcunchè se non ad affollare l'acquario e a disturbare gli altri pesci soprattutto nelle fasi riproduttive e di cure parentali.

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